La mastoplastica additiva

L’aumento del volume del seno, viene effettuato attraverso l’impianto di protesi mammarie adeguate e proporzionate all’esigenza della paziente.La scelta del tipo di protesi da utilizzare viene fatta dopo una visita approfondita nella quale vengono utilizzati dei sizer di varia misura che vengono fatti indossare alla paziente per decidere in accordo con il chirurgo, il volume desiderato. L’intervento deve essere effettuato considerando l’equilibrio e le proporzioni delle parti evitando eccessi che potrebbero dare risultati poco armoniosi.
La protesi viene inserita praticando una piccola incisione (3-4 cm) preferibilmente sul bordo dell’areola o nel solco sottomammario a seconda dei singoli casi e delle preferenze. Attraverso l’incisione viene creata una tasca o sottoghiandolare o sottofasciale o sotto il muscolo pettorale dove viene alloggiata la protesi. Di solito in ragazze giovani con una ghiandola mammaria rappresentata è preferibile inserire la protesi sotto la ghiandola o sotto la fascia muscolare se ben rappresentata; in pazienti con una ghiandola scarsamente rappresentata o più grandi di età è preferibile inserire le protesi sotto il muscolo; in donne con leggera ptosi ghiadolare è preferibile utilizzare una tecnica dual plane che prevede uno scollamento della ghiandola e l'inserimento della protesi sotto il muscolo pettorale.
E’ necessario evitare sforzi che impegnino i muscoli pettorali e la regione toracica interessata dall’intervento nei primi 15 giorni ed evitare qualsiasi pratica sportiva per 1 mese.I punti di sutura ( di solito 1 solo punto intradermico) vengono rimossi dopo 10-14 giorni.
La presenza della protesi non interferisce in alcun caso con la fisiologia della ghiandola mammaria per cui anche un eventuale allattamento è possibile.
L’utilizzo attuale di protesi più sicure,di ottima qualità e “moderne”, associato ad accorgimenti tecnici del chirurgo ha ridotto notevolmente rispetto al passato le complicanze post operatorie, come la contrattura capsulare (indurimento della mammella secondario a reazione fibrosa).
In conclusione è opportuno fare alcune precisazioni per fugare ogni dubbio sull'argomento considerando che su questo intervento si leggono molte schiocchezze fuorvianti per le pazienti.
L'anestesia locale non arreca alcun vantaggio e diffidate da chi dice il contrario per convincervi più facilmente ad operarvi.
La mastoplastica additiva in anestesia locale determina un maggiore stress per chi si sottopone all'intervento,costringe il chirurgo ad utilizzare anestetico locale con alte concentrazioni di adrenalina che creando vasocostrizione non permette una buona coagulazione dei vasi sanguigni, inoltre l'anestesista non è in grado di tenere sotto controllo tutti i parametri vitali della paziente. L'anestesia generale utilizzata per questi interventi consente un rapido risveglio con un ampio margine di sicurezza.
La degenza prevede almeno 3/4 ore di osservazione in clinica o in alcuni casi è preferibile restare una notte. Diffidate da chi vi manda a casa subito dopo... Capitolo drenaggi...i drenaggi non vengono applicati per un semplice divertimento del chirurgo ( considerando che hanno un costo e che vanno rimossi dal chirurgo dopo 2/3 giorni) ma sono utilissimi per far drenare il sangue e del siero residuo con riduzione esponenziale del rischio di contrattura capsulare, consentendo anche un più rapido ammorbidimento del seno.
Infine sul mio sito personale leggerete il motivo per il quale a mio avviso è una grande bufala sostiutire in questo intervento le protesi con il grasso autologo.