Chi è il chirurgo plastico

“In base alla normativa italiana – spiega Paolo Palombo, presidente della società scientifica che raccoglie l’80% dei chirurghi plastici del nostro Paese – chi è in possesso della laurea in Medicina e Chirurgia può dedicarsi alla chirurgia plastica, come peraltro all’otorinolaringoiatria, oculistica, ortopedia, ginecologia e ostetricia e a molte altre discipline. Per potersi definire chirurgo plastico e chirurgo estetico, però, occorre aver conseguito la Specialità in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, che si ottiene con un esame al termine un corso di 5 anni che segue alla laurea in Medicina e Chirurgia. Giacomo Urtis, che è un medico Specialista in Dermatologia e Venerologia, non può fregiarsi di questo titolo”.

E non è solo una questione di ‘etichette’ o di vuoti titoli. “Conseguire la Specialità vuol dire fare pratica in ospedale per cinque anni, tutti i giorni, acquisendo dimestichezza con tutte le tecniche e i dispositivi utilizzati dalla Specialità – sottolinea ancora Palombo -. Alcuni interventi di chirurgia plastica possono essere eseguiti anche da chi non è Specialista, ma ovviamente la preparazione di chi ha conseguito questo titolo è molto diversa rispetto a chi si è fermato prima, o ha proseguito su altre strade”.Pazienti, quindi, attenzione. Il consiglio della SICPRE – che ricalca in questo la posizione delle più prestigiose associazioni straniere e internazionali di chirurgia plastica, con cui è gemellata -, è sempre quello di verificare l’iter formativo seguito dal medico a cui si pensa di affidarsi.

“La chirurgia plastica è una pratica sicura – dice Palombo – a patto però che sia eseguita in ambienti idonei e da specialisti seri e preparati, che si sono formati nel migliore e più completo dei modi per affrontare questi interventi e le eventuali complicanze che possono derivare. In ogni atto umano è insito un rischio e gli interventi di chirurgia plastica, ovviamente, non fanno eccezione. Per questo è fondamentale affidarsi a chi ha studiato per fronteggiare ogni eventualità”.
Perché, una volta di più, la salute e la sicurezza sono cose serie. E lo spettacolo è un’altra cosa.

Specialisti in chirurgia plastica e “cultori” della materia, qual è la differenza

Nulla impedisce a un ingegnere di frequentare un corso di danza, nulla vieta a un fisioterapista di seguire un master di scrittura. Al termine di queste esperienze, per quanto serie e ben fatte, il primo non avrà la preparazione di un ballerino diplomato all’Accademia della Scala e il secondo non sarà un giornalista professionista iscritto all’Albo. “Lo stesso vale per la chirurgia plastica – spiega Palombo -. Diversi atenei italiani organizzano Master in Chirurgia Plastica per chi ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia, ma chi ottiene questo titolo può definirsi un cultore della materia, non uno Specialista”. Come dire, un conto è approfondire per interesse personale e per il gusto di saperne di più, altro aver conseguito il massimo titolo di formazione.